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gen 16 2012

Fegiz contro Celentano …a prescindere!

Quando la critica non è credibile

Ieri pomeriggio a L’Arena di Massimo Giletti in diretta su Raiuno, il signor Mario Luzzatto Fegiz, famoso critico del Corriere della Sera, ha fatto proprio una brutta figura, dicendo parecchie stronzate.
E’ normale che i giovani seguano di più i cantanti delle loro generazioni, ma dire che di Celentano (il padre del rock in Italia) non gliene frega assolutamente nulla, è falso e irrispettoso.
Falso perchè credo che a 74 anni nessun altro artista al mondo (o pochissimi) riesca ancora a catturare l’attenzione dei più giovani come lo fa Celentano (in Italia e nel mondo!). Questo lo posso affermare sulla base di persone che conosco personalmente, sulla base della mia esperienza maturata su Internet (la nostra comunità virtuale ne è un esempio tangibile) e sul mio seguire Adriano ormai da diversi anni.
Irrispettoso perchè anche fosse vero (per tanti altri artisti purtroppo lo è) ciò non toglie e non deve togliere il valore artistico di un cantante che ha dato tanto. Non parlo di Celentano che, riuscendo a raggiungere un po’ tutte le fasce d’età, rimane tutt’ora in piena attività con enorme successo. Parlo di artisti che magari non sono più sulla cresta dell’onda, ma meritano comunque il massimo rispetto per ciò che hanno dato e dimostrato.

Fegiz, difendendo la tesi del tristissimo Aldo Grasso, ha anche parlato di un disco che ha venduto poco, pertanto bisognoso di un aiutino. Alcuni articoli di giorni fa dicono esattamente il contrario (ne cito uno a caso proprio dal sito del Corriere della Sera: “Celentano, oltre le 200 mila copie”), ma comunque sia, lasciando perdere i numeri, da quando l’album è uscito è sempre rimasto ai vertici delle classifiche (nel periodo dell’anno in cui si vende in assoluto di più e dove la concorrenza è tra le più alte); quindi, secondo questi dati di fatto, rimane un album al top delle vendite, dove un “vecchietto” di 74 anni non teme il confronto con giovani al vertice della loro carriera e del consenso di pubblico. C’è anche da ricordare che l’album è stato pubblicizzato pochissimo e che si è fatto a meno di vetrine importantissime e servite su di un piatto d’argento, come il fortunatissimo show di Fiorello.

Fegiz ha anche parlato di un disco scadente, ma a me pare di trovarci difronte ad un lavoro di altissima qualità che proprio per questo sta riscuotendo non pochi consensi (non certo per via di una promozione ad oggi quasi assente). I singoli radiofonici che sono stati proposti fino ad oggi, stanno ottenendo consenso e successo. Relativamente ai grandi nomi contenuti nell’album, trattasi di collaborazioni di vero apporto qualitativo e tutto il disco ne trae evidente vantaggio. Non per Fegiz, evidentemente…
Dopo la messa in onda di alcuni spezzoni tratti da “Il mutuo”, “Facciamo finta che sia vero” e “Non so più cosa fare”, il signor Mario Luzzatto Fegiz, rivolgendosi agli altri ospiti in studio che sembravano compiaciuti da questo nuovo lavoro di Adriano (Marinella Venegoni su tutti), ha detto che se quei testi fossero stati scritti da uno sconosciuto, li avrebbero buttati nel cesso (ha usato letteralmente queste parole, certamente poco eleganti). Aggiungendo/motivando che non vi è alcuna mediazione poetica nel messaggio contenuto nei testi. In realtà sappiamo che tolto “Il mutuo” (testo semplice e diretto in perfetto stile Celentano), gli altri brani presentano testi di altissimo spessore, anche poetici e raffinati (con o senza rime). Parliamo di testi che portano firme importanti e di tutto rispetto, come per esempio quella del maestro Franco Battiato o di Jovanotti (sicuramente uno dei migliori autori attualmente in circolazione). Liquidare l’intero album (9 tracce) in questo modo, non è degno nemmeno del peggior critico. Ma questa infatti non è critica. Questo è solo un attacco a senso unico, per partito preso. Fegiz, ormai da anni, sembra avercela personalmente con Celentano, pertanto ogni suo pensiero non fa testo. Ogni sua esternazione non ha alcun senso critico, nè alcuna credibilità.

Fortunatamente la sua voce durante la trasmissione è rimasta piuttosto isolata e controcorrente. Alla fine un Gianmarco Mazzi piuttosto scocciato l’ha zittito, e non è stato il solo a spiegargli che Adriano Celentano è uno dei più grandi artisti al mondo e che Sanremo rimane una vetrina per tutti, come è sempre stato e come è giusto e normale che sia.

Per quanto Fegiz sia fortemente convinto del contrario, mi pare piuttosto ovvio che non si può sopravvalutare un artista per oltre 50 anni di carriera, sempre ai vertici!

Andrea Nifosì

PS: segnalerò questo mio articolo direttamente sul “Fegiz Files”, il forum di Mario Luzzatto Fegiz.

Andrea
amministratore e webmaster di ACfans


gen 6 2012

Buon Compleanno Adriano!

Infinito

Caro Adriano volevo farti tanti auguri di buon compleanno a nome di tutta la community di ACfans! Ti auguriamo tanta felicità, tanta serenità e ancora tanti successi; quelli che ti hanno accompagnato in tutta la tua immensa carriera. A 74 anni riesci ancora a conquistare i più giovani: qual è il tuo segreto? Probabilmente, oltre al tuo unico, geniale ed irripetibile talento, l’eterna giovinezza della tua anima, la tua genuinità e il tuo spontaneo dolce sorriso.
Colgo l’occasione per ringraziarti per tutte le emozioni che ci hai regalato attraverso l’arte, l’impegno e il divertimento delle tue canzoni, dei tuoi film e dei tuoi show. Nel 2011 ci hai fatto un enorme regalo col nuovo bellissimo album “Facciamo finta che sia vero” e prossimamente potremo rivederti sul piccolo schermo, ospite del Festival di Sanremo 2012. Tutti i tuoi fans non vedono l’ora!
Ti salutiamo con un grosso affettuoso abbraccio. Ciao Adriano, ti vogliamo bene!

Andrea
amministratore e webmaster di ACfans


dic 18 2011

Lettera a Mario Luzzatto Fegiz e al suo forum

Ho voluto intervenire nel forum “Fegiz Files” sul sito internet del Corriere della Sera, per “difendere” Adriano, se mai ce ne fosse bisogno, dagli attacchi sulla sua partecipazione a SanRemo. Pensavo di farlo direttamente sul forum di Aldo Grasso, ma sicuramente sarei stato censurato. Perciò, visto che qualche buontempone si diverte ad attaccare Celentano, senza un minimo di buon senso, anche sul forum di Fegiz… ho scritto due righe lì. Non sono stato censurato, ma non ho avuto alcuna risposta… vabbè…

Celentano a San Remo e la pubblicità, qual’è il vostro problema?

Non capisco le critiche a Celentano e al suo modo di pubblicizzare il proprio prodotto.

Tutti possono pubblicizzare i propri dischi OVUNQUE e Celentano, che non fa nemmeno un decimo di quello che fanno gli altri, non può?

E perchè mai?

Celentano non è andato ospite NESSUNA trasmissione tv…nonostante, ad esempio, il plateale invito di un certo Fiorello.
Non fa tournèe.
Non compra pagine dei quotidiani per far campeggiare inserzioni pubblicitarie gigantesche.
Ha mandato la moglie Claudia Mori da Fabzio Fazio.
Un paio di servizi al Tg1 del giornalista-fan Vincenzo Mollica.
Una copertina di Repubblica XL (neanche fosse il settimanale più letto in Italia!)

stop

Penso che per un mostro sacro della musica italiana, sia il minimo che potesse fare per pubblicizzare il disco…
Qual’è il problema, perdonatemi?

A Febbraio andrà a San Remo… e quindi?
Dove dovrebbe andare quest’uomo, a pubblizzare il proprio prodotto. Sarà lecito che un’artista pubblicizzi il proprio prodotto… o no?
Deve andare al Grande Fratello? o ad Amici? o a Ti lascio una canzone? Dove può andare, un tipo come lui, a pubblicizzare il proprio PRODOTTO?

Ma anche se andasse a San Remo per pubblicizzare il disco, il problema, qual’è?
L’avesse fatto la Pausini o Ferro, ci si poneva lo stesso problema? Non credo. E sappiamo anche, che se Adriano va in tv, non va solo per fare pubblicità al proprio disco, sicuramente la cosa sarà molto più “complessa” di un normale spot-comparsata.

Non sento nessuno dire, però, che Celentano è andato al concerto di beneficenza a Genova non solo a titolo gratuito, come ovvio che sia, ma senza minimamente citare il proprio disco, uscito 5 giorni prima!

E ovviamente nessuno ricorda quando andò, sempre a titolo gratuito, come ospite improvvisato a San Remo 2004 targato Tony Renis-Simona Ventura. Senza nessun album da pubblicizzare, senza alcun interesse personale.

Adriano, non ragioniam di loro, ma guarda e passa.

Fabrizio


dic 16 2011

Lettera al triste Aldo Grasso

Risposta al video “Infinita tristezza di Aldo Grasso – Corriere Tv”.

Caro Aldo Grasso, deve sapere che ogni artista di questo mondo promuove il proprio lavoro, per poterlo far conoscere al pubblico. Tenere un nuovo disco nel cassetto, non credo sia il sogno di nessun cantante. Questo vale anche per Celentano che, a dire il vero, attualmente ha fatto pochissima promozione al suo nuovo album. Poteva andare da Fiorello, trasmissione di grandissimo successo, ma non l’ha fatto. Anzi, è andato a Genova per una serata di beneficenza dove, giustamente, non si è minimamente parlato del suo ultimo lavoro discografico. I pochi giornali che hanno parlato dell’evento, hanno mentito e oscurato l’aspetto più importante: il grandissimo gesto di solidarietà. L’unica promozione Celentano l’ha fatto da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, ma solo attraverso la moglie Claudia Mori, nonchè amministratrice della sua casa discografica “Clan Celentano”. Di sicuro se si fosse presentato in prima persona, la promozione avrebbe avuto una maggiore risonanza. Per sua fortuna comunque l’album vende bene ugualmente. Questi sono fatti e non possiamo ignorarli.
Che dire invece di altri artisti che si stanno presentando in ogni trasmissione televisiva, con cadenza quasi quotidiana, per promuovere i loro dischi? E’ giustissimo e lecito farlo, ma su questi nessuna critica, vero?
Lei accusa Celentano di esporsi solo quando c’è da promuovere qualcosa. Ma è quello che, giustamente, fa ogni artista ancora in piena produzione. Si lavora dietro le quinte su un nuovo progetto, poi lo si mostra al pubblico. Sono cose piuttosto scontate ed ovvie. Rimanendo sui progetti, Celentano aveva un’idea concreta per un nuovo show televisivo, ma in Rai la sua libertà fa molta paura, pertanto non lo hanno voluto. E allora cosa ha fatto Celentano in questi ultimi anni? Per esempio si è cimentato nella realizzazione di un ambiziosissimo cartoon che vedrà la luce su Sky tra circa un anno… Poi, di recente, ha pure inciso un nuovo album di altissimo spessore, ricco di illustri collaborazioni.
Secondo lei, Celentano andrà a Sanremo proprio per promuovere questo nuovo disco (che a quel punto sarebbe già uscito da circa 3 mesi). Fermo restando che non ci sarebbe nulla di male (esattamente come per ogni altro artista), perchè le canzoni si incidono anche per cantarle in pubblico, vorrei rinfrescarle la memoria: Adriano Celentano, senza chiedere alcun compenso, è già stato ospite di Sanremo nel 2004, quando non aveva proprio nulla da promuovere (il suo precedente lavoro discografico risaliva al 2002). Questa cosa l’ha dimenticata o le era proprio sfuggita? Sempre sull’annunciata ospitata sanremese, ha notato che questa volta i giornali non stanno parlando dei grandi cachet di Adriano? Sarà forse per non dare risalto alla notizia che Celentano darà tutto in beneficenza?
Tenga inoltre presente che, cosa assai risaputa, Celentano è uno che non si espone facilmente, anche perchè la televisione italiana non ha molti spazi adatti al personaggio. Magari quella di non concedersi troppo, può anche essere un’ottima strategia d’immagine… Sempre rimanendo sulla scarsa esposizione, le ricordo che Celentano è anche un nonno che ama la sua vita privata…
A pensarci bene, qualche mese fa il quasi 74enne molleggiato, si è un po’ esposto, con qualche apparizione televisiva e telefonica, principalmente nella trasmissione di Santoro, “AnnoZero”. Cosa c’era da promuovere? Ah, un importantissimo Referendum!
Quindi mi viene da pensare: “Ma di che cosa stiamo parlando?”. Sarà forse che anche per un conosciuto critico come lei, risulta utile mettersi sotto il grande fascio luminoso di un immenso artista come Celentano (un vero mito), al fine di ottenere un po’ di visibilità? Sarebbe INFINITAMENTE TRISTE…

Andrea Nifosì


Riporto di seguito un breve intervento di un nostro lettore che, in merito, voleva dire la sua pubblicamente. Direi che potrebbe tranquillamente ritenersi una sintesi della mia lettera:

Si annuncia la partecipazione di un grande personaggio all’evento musicale più seguito (certo, non da me) e lei non trova di meglio che rigurgitare un gratuito ed incomprensibile macigno di acredine sull’artista Celentano. Nel ciclismo li chiamano i succhiaruote quelli che si piazzano in orbita, in scia… Siamo alla deriva, cosa non si fa per un palpito di luce. Che strano il nostro Paese! Caro signor Grasso, mi creda, trovo infinitamente triste il suo commento.

kosir

Andrea
amministratore e webmaster di ACfans


giu 11 2011

Tutti i politici dovrebbero andare a scuola da Celentano

L’intervento di Celentano durante la scorsa puntata di Anno Zero ha suscitato, come al solito, polemiche e consensi attraverso i quali si dipana l’eterno dibattito tra libertà di opinione ed equilibrio politico; tra il rappresentare la voce del popolo e l’intervento fondato sulla competenza e la conoscenza scientifica in relazione al tema trattato.
In questo turbinio di voci e di opinioni però, quasi nessuno (tra coloro che hanno facoltà di parola in TV), sembra essersi accorto della cosa meravigliosa ed “aliena” accaduta durante la trasmissione.
Nei dibattiti televisivi, soprattutto quelli politici, ci si è ormai da troppo tempo abituati e rassegnati ad un unico ed apparentemente irreversibile modello di comunicazione: quello del parlarsi addosso.
Cito un solo nome a rappresentanza di tutti gli altri, che sono veramente tantissimi: il ministro Ignazio La Russa. Lo schema è molto semplice e chiaro, interrompere l’esposizione di un’opinione espressa da chi la pensa in modo diverso dal proprio, affinché nel disordinato e concitato botta e risposta regni sovrana come unica grande regina: L’INCOMPRENSIONE.
Confusione e Incomprensione sembrano essere le sole strategie messe in campo da chi non è in grado di affrontare un dibattito sul terreno dei contenuti e senza temere la forza delle opinioni altrui.
Con Celentano abbiamo potuto assistere finalmente ad un dibattito nel quale non ci si parlava uno sull’altro ed abbiamo goduto dell’immagine di un uomo attento ed interessato ad ascoltare l’opinione di chi la pensa in modo diverso da lui, quasi alla ricerca di un qualcosa che potesse mettere in discussione sé stesso e le proprie ragioni. Ecco allora l’importanza delle pause di Celentano. Queste ultime rappresentano una vera e propria finestra sui pensieri della gente. Uno spazio, non solo utile, ma addirittura INDISPENSABILE a poter riflettere su ciò che conta veramente in un confronto dialettico, e cioè i CONTENUTI. Indipendentemente dalle proprie posizioni e idee politiche.
Il miracolo è andato addirittura oltre superando i propri limiti perché, non solo Celentano non ha mai interrotto nessuno togliendo la parola a chi stava in studio per esprimere le tesi contrarie, ma come in una sorta virus benigno il miracolo si è diffuso anche in studio contagiando tutti gli ospiti, Santanché compresa, e nessuno ha interrotto Celentano. A dimostrazione che erano tutti consapevoli del fatto che interrompere con questi mezzi di bassa comunicazione un uomo con una credibilità ed una coerenza consolidata come quella di Adriano Celentano, sarebbe stato un suicidio mediatico.
In attesa che qualcuno proponga in TV un talk nel quale venga chiuso totalmente il microfono imbavagliando i politici in attesa del proprio turno per parlare, sarebbe bello se tutti loro prendessero esempio da Celentano, magari infarcendo i propri discorsi con qualche pausa di riflessione. I politici, in questo modo, dovrebbero imparare ad esporre le proprie opinioni facendo molta attenzione non soltanto alla forma, ma soprattutto ai CONTENUTI dei propri discorsi, perché si sa… la PAUSA non perdona, e il pubblico quando pensa diventa indomabile.

Firmato: una persona qualunque ed indomabile di nome Alessandro Grassi.


lug 6 2010

Salvate il soldato Celentano

di Maurizio De Caro

C’era un ragazzo, ormai vecchio, che come noi, anche lui nato per caso in via Gluck e come il grande compositore sarebbe diventato il simpatico musicista-mattacchione dell’Italia urlatrice del rockettino padano negli spensierati e rattoppati anni cinquanta. Swinging Adriano, il molleggiato-ragazzo ne ha fatta di strada, torna e non trova gli amici che aveva (perché li aveva fatti fuori tutti col Clan), solo case su case catrame e cemento. L’anti-architetto giaceva in Lui già all’oratorio, e peccato che non ci fosse “neppure un prete per chiacchierar”. Il povero ricco, er più, Lui, il mito cresce nelle simpatie iacp-ambientaliste. Grida sono il Re degli Ignoranti (come dargli torto?) vuole i prati del dopoguerra, la città d Rocco e i suoi fratelli e la musica del 1° festival del Rock al Palalido. Le sue esternazioni politiche come le sue canzoni sono romantiche e popolari, facili facili, spesso condivisibili, perché assolutamente risibili. Vuole giardinetti ovunque (straordinaria la Contro -via Gluck liberatoria di Gaber) perché teme l’albero di cento piani. E’ l’uomo in fuga dall’inquinamento, di cui si occupa solo lui. Tra un film di cassetta e una carezza e un pugno, l’energetico cantante, invecchia e si costruisce il suo nuovo partito che è la riedizione dell’Uomo Qualunque in salsa rock.

Parte la stagione delle omelie, lui prete mancato, politico dilettante, re degli opinionisti ignoranti, pontifica da tribune miliardarie prima e milionarie in euro poi, per contrastare nei lustri “i politici”, “i palazzinari”, quelli la che si riempiono labocca di paroloni o addirittura parlano un corretto italiano. Da sempre vive in una splendida tenuta tra Milano e Como, piena di Foreste e parchi, e ci sembra difficile che si ricordi della città dove è nato, se tanto la disprezza. La svolta avviene con le pause in tivvù, il suo “non aver nulla da dire” viene scambiato per profonda inquietudine dai radical-chic in crisi di astinenza da mitologie e lo spompato-sempre-meno-molleggiato, sbanca al botteghino. Cinquant’anni di successi non gli danno il lasciapassare per poter parlare, come fa sempre più spesso, di cose di cui oltre a non sapere nulla ,invoca soluzioni impossibili, non immaginarie alla Jarry. Attraverso una lettura falsa e insopportabilmente semplificata della realtà, come l’episodio di oggi, l’ennesima Lettera al Direttore che scatena l’iradiddio, l’anti-depressivo di un ricco-ragazzo-signore annoiato. Da Galbiate spara contro tutti con un carico a pallettoni, usa le stesse parole delle sue canzoni,ed è più facile colpire nel mucchio quando non si ha uno straccio di idea e vengono in mente certi designer celebrati per la loro assenza perfetta di talento. Verrebbe voglia di dirgli, vieni caro Adriano a parlare del tuo PGT(sigla di prisencolinencinaiciusol) ma non fare finta di essere Maria Goretti, spiegaci qual è la tua idea di città realizzabile, concreta, rock. Non verrà e non risponderà perché a furia di fare il simpaticone, è diventato uno zio noioso che ricorda i bei tempi del Santa Tecla, con Gino, Giorgio, Enzo e gli altri, e la sua cifra è rimasta quella. Caro Rugantino mio, non è facile rendersi credibili, ristrutturare la propria modalità di comunicazione che è ferma a chi non lavora non……e i ventiquattromilabaci.

Che ti ha fatto di male il cemento, caro Adriano, non hai visto dalla tua tenuta che c’è stato un secolo che è permeato da capolavori fatti proprio di cemento. Sei mai stato davanti alla stazione centrale? Sulla sinistra c’è un albero di centotrenta metri che è tutto di cemento lo hai mai visto? Nel 1955 dov’eri quando si parlava di fare quel muro di cemento, e nel sessanta quando l’hanno inaugurato, eri troppo impegnato a cantare nella “dolce vita”. Leggendo le parole del futuro leader politico, viene voglia di piangere perché la mediocrità del dibattito è insopportabile per un’era già insopportabile per mediocrità concettuale, e Adriano ha sempre ragione perché è famoso, come le starlette e i tronisti, e quindi dobbiamo perdere tempo dedicargli i nostri strali che comunque non lo colpiranno. Il suo, infatti, non è un linguaggio dialettico ma un comizio acritico che si rivolge ad una parte politica (un Travaglio canterino senza il quadernetto) che, mi auguro, abbia il buon senso di non abboccare all’amo del nazional-popolare per riscattare una stagione avara di soddisfazioni. “Cemento nel parco Sud” non ce ne sarà (sentite come suona bene sembra il sottotitolo di un film di Romero), e il povero swinging Celentano dovrà trovare altre occasioni per allestire il suo banchetto di ovvietà e banalità ambientaliste che piacciono tanto a mia nonna Maria Antonietta, perché le dice Lui, non perché abbiano qualsiasi barlume di senso, figuriamoci di buon senso.

Canta caro Adriano, canta che ti vogliamo bene quando fai la mossa, ma se per qualche decennio ci hai fatto credere che potesse esistere un Elvis lombardo, e nella nostra ingenuità provinciale continuiamo a crederci, non riusciamo ad immaginarti architetto e urbanista. Fai il tuo mestiere e se hai ancora cose da dire dille cantando: nelle canzonette le stupidate, coperte dalla musica, si notano meno.

06/07/2010 – Affaritaliani.it


ott 5 2009

XFactor, Claudia Mori fuori dal cast a fine stagione

Claudia Mori non parteciperà alla prossima edizione di X Factor: lo ha detto venerdì sera ospite di Daria Bignardi a L’Era Glaciale.

‘Non Succederà Più’: riprendiamo il titolo di una sua hit anni ‘80 per sintetizzare la decisione di Claudia Mori, che non prenderà parte alla prossima edizione di X Factor . L’esperienza tv della signora Celentano si chiude con l’ultima puntata del talent show di RaiDue, che quindi farà bene a mettersi subito in cerca di un/una sostituto/a (e l’ipotesi Ambra Angiolini sembra quella più gradita al popolo web).

Intervistata da Daria Bignardi nella scorsa puntata de L’Era Glaciale, Claudia Mori ha anche rivelato che a convincerla a tornare in studio la sera del gran ‘litigio’ con la produzione del programma fu proprio Adriano Celentano che la chiamò sul cellulare dell’assistente per consigliarle di non lasciare il programma, portare a termine il suo impegno e magari spiegarsi meglio, visto che comunque il messaggio lanciato era importante.

Magari tornerà in tv dietro le quinte di un prossimo show di Adriano anche se alla domanda della Bignardi su un prossimo ritorno di Celentano in tv la Mori ha risposto con una significativa risata: tra le polemiche con Fabrizio Del Noce e il cambio dei vertici Rai un ritorno rapido sembra poco probabile.

04/10/2009 – Televisionando.it


gen 6 2009

Buon Compleanno Adriano!

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nov 18 2008

Federico Novella: alterazione della realtà senza diritto di replica

I giornali si sa, qualche volta esagerano sempre un po’: guardate cosa scrivono di LUI…

Alterazione

Dall’articolo del 10/11/2008 “Da Santoro a Fazio, gli eroi della satira (sugli altri)” di Federico Novella per Il Giornale:

La verità è che bisognerebbe studiarlo all’università, questo sdoppiamento di personalità dei santoni del libero pensiero, i recordman di citazioni dell’articolo 21 della Costituzione. Ventuno: come i secondi che impiegano a sguinzagliare gli avvocati, se ti azzardi a spernacchiarli. Anche Adriano Celentano, il guru del diritto allo sbeffeggio, ha querelato Chiambretti per un’imitazionuccia da quattro soldi. Ricordate? Il comico torinese si era permesso di ospitare in tv un sosia del molleggiato. Solita caricatura: ginocchia che piroettano e sopracciglio impazzito. Sketch innocuo per tutti, insomma, tranne che per Celentano, che trascinò in tribunale Chiambretti con insulti allegati: «Sei stupido e scorretto, inganni la gente, prendi uno che imita la mia voce e gli fai dire stronzate». Mica male, per il baluardo della libertà di parola (e anche di parolaccia). Mica male per uno che sulla tv pubblica si piccò d’insegnare il diritto di satira al Vaticano, al grido di «Anche Gesù era un comico». Alla fine per riportarlo all’ordine c’è voluta la condanna del giudice, il quale ha precisato l’ovvio: e cioè che «l’imitazione di Chiambretti, con il cognome errato e l’incoerenza grammaticale» si configurava chiaramente come «satirica». Traduciamo: «Caro Adriano, si vedeva lontano un miglio che era solo un’imitazione: altro che rock, il più lento sei tu».

Link articolo integrale: www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304884

In realtà i fatti sono ben diversi da quello che il giornalista Novella racconta. Ma perchè non informarsi prima di scrivere certe cose?
Ma soprattutto: perchè censurare (più volte, quindi non crediamo sia una casualità) la verità raccontata attraverso un commento per nulla offensivo?
Non potendo replicare, come il nostro amico Alessandro (alias blualex) avrebbe voluto (e ribadiamo che ci ha provato più volte), riportiamo qui di seguito la sua risposta a quell’articolo, seguita da quella del sottoscritto (su Il Giornale due messaggi per questione di spazi) che invece – che fortuna – ha trovato spazio tra gli altri commenti.

“Federico Novella ha scritto un articolo senza conoscere i fatti di cui parla, e questo la dice lunga sulla sua credibilità e del giornale che lo paga.

Novella descrive l’episodio di presunta “satira” su Celentano facendolo passare come un intervento comico di un’imitazione in studio del molleggiato.

In realtà, chi ha visto la trasmissione sa benissimo che l’imitatore in questione ha fatto un collegamento telefonico rilasciando delle dichiarazioni forti ed è stato presentato da Chiambretti come il vero “Adriano Celentano” (con tanto di didascalia durante il collegamento telefonico). Io sono stato uno di quelli che vedendo il programma ha pensato si trattasse di una telefonata del vero Celentano e che quest’ultimo fosse impazzito improvvisamente. Nessuno durante il resto della trasmissione ha dichiarato che si trattasse di un’imitazione. Questo fu il motivo per il quale il vero Celentano ha querelato Chiambretti, non di certo per un’imitazione satirica.

State facendo DISINFORMAZIONE!”

blualex


“Ciò che ho letto la dice lunga sul livello, a mio modesto parere scandaloso, d’informazione del nostro paese. L’articolo e alcuni commenti testimoniano come i media riescano (facilmente) ad alterare realtà e opinione pubblica. Il caso Celentano non è affatto un tentativo di censurare la satira. Celentano non si è lamentato della satira in quanto tale (l’ha fatta lui stesso a “RockPolitik”, coi vari Crozza, Cornacchione, Benigni e Guzzanti), ma dell’inganno col quale è stata proposta. C’è molto differenza. L’imitazione era molto fedele, anche perchè inscenata come telefonata in diretta. L’intero intervento del sosia di Celentano non è mai stato chiaro si trattasse di imitazione o del Molleggiato in persona, non nuovo ad interventi telefonici in tv. Molte persone e molti dei suoi stessi fans, hanno creduto si potesse trattare del vero Celentano, il quale ha dovuto pure portare spiegazioni agli amici che, increduli, gli hanno telefonato per delucidazioni in merito.
Celentano, giusto o sbagliato che sia, si è lamentato del modo ingannevole col quale è stata proposta una sua imitazione, non di certo per la satira. Molte persone hanno creduto si trattasse di Celentano e che quello fosse il suo pensiero. E molte di queste persone, probabilmente, non verranno più a sapere che non si trattava del vero Celentano. Ecco dove sta il danno ed ecco perchè Celentano ha pensato di agire nel tentativo di tutelare la sua immagine e il suo libero pensiero. Magari sperando che l’episodio non si ripetesse. Vogliamo raccontarle come stanno le cose o no? Temo che chi abbia scritto un articolo simile, su una testata di portata nazionale, non svolga a dovere il suo lavoro. Non si possono alterare in questo modo i fatti. Ci si dovrebbe preparare sull’argomento, prima di raccontare incantesimi.”

andryonline

Non aggiungo altro sulla vicenda perchè credo che i due commenti siano più che esplicativi. Vorrei solo dire che probabilmente la querela di Celentano non è partita alla prima imitazione “inganno”, ma su questo sinceramente non sono sicuro.
Qualcuno penserà che noi, in quanto fans di Celentano, siamo di parte, ma posso garantire che non è così. I fatti sono stati raccontati in maniera distorta non centrando il reale movito che ha spinto il mitico Molleggiato a querelare il simpatico Chiambretti. E questo noi ci teniamo a sottolinearlo, perchè leggendo l’articolo di Novella la realtà appare diversa ed è facile farsi un’opinione sbagliata, “condizionata” e “manipolata” sulla vicenda.
Questa è una cattiva informazione e purtroppo non fa che peggiorare la mia opinione sull’informazione del nostro Paese.
Presto forse non avremo nemmeno in Rete la possibilità di manifestare il nostro pensiero in libertà (leggasi Legge Levi/Veltroni), ma per fortuna oggi, almeno sul web, ci è ancora consentito e così ho pensato bene di scrivere questo post…

PS1: se anche voi volete provare ad inserire i vostri commenti (“Condividi la tua opinione con gli altri lettori de ilGiornale.it” recita il sito del quotidiano) in risposta all’articolo de Il Giornale o volete solo leggere quelli pubblicati, seguite questo link (per postare è richiesta la registrazione): www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=304884#1.

PS2: gli iscritti alla nostra community, se vogliono posso commentare anche sul nostro blog.

Andrea (alias andryonline)


ago 25 2008

Venezia 65. La mostra in tv, radio e sul Web

La Mostra invaderà da domani alla prima settimana di settembre, con dirette, speciali e approfondimenti, i canali televisivi e radiofonici in chiaro, sul digitale, via satellite, e sul web. Tanti gli appuntamenti sulla Rai, a cominciare dai servizi degli inviati nelle diverse edizioni dei telegiornali delle tre reti, e i collegamenti con vari programmi, tra cui Unomattina. Il Tg3, nelle edizioni delle 12, proporrà anche uno speciale di otto minuti in onda da Venezia. Fra gli altri spazi, su Raiuno ci sarà Cinematografo di Gigi Marzullo, in onda dal Lido tutti i giorni in terza serata; su Raidue, a Stracult, in onda il 28 agosto alle 23:30, si parlerà del successo del film musicale, partendo da Yuppi Du di Adriano Celentano e Tutto è musica di Domenico Modugno, riproposti alla Mostra, e dei nuovi film presentati in concorso al festival; su Raitre, dal 26 agosto al 5 settembre, alle ore 0.40, andrà in onda Off Hollywood – Speciale Venezia 2008, il magazine di Pascal Vicedomini prodotto da Rai Educational.
Inoltre, uno speciale sempre aggiornato sulla Mostra sarà proposto a pagina 180 di Televideo.
A parte i servizi nei telegiornali, Mediaset dedicherà spazio alla Mostra soprattutto su Iris, il suo canale digitale gratuito, con pillole di aggiornamento, e, dal 27 agosto al 6 settembre alle 22:45, uno speciale sugli eventi del giorno, con gli interventi di Carlo Rossella.
Inoltre, da oggi all’11 settembre, il canale propone un ciclo di 40 film, legati alla storia del Festival.
Corposa, come d’abitudine, la copertura di Raisat. RaiSat Extra, proporrà tutti i giorni alle 19, un diario di 45 minuti sui protagonisti della giornata, con Italo Moscati, Marina Fabbri, Paola Casella e Massimo Sebastiani.

Extra inoltre trasmetterà le dirette della cerimonia d’apertura (18:30 del 27 agosto), di chiusura (alle 18:15 del 6 settembre), e, il giorno dopo alle 13, la sintesi della serata in Vincitori e vinti a Venezia.
RaiSat Premium in Questi fantasmi – 25 anni di cinema italiano dimenticato, condotto da Tatti Sanguineti con Laura Delli Colli, ogni sera a mezzanotte, dal 28 agosto, lancerà un film ‘ritrovato’ della retrospettiva veneziana. Su RaiSat Cinema, tutte le sere alle 23, Enrico Magrelli in Ciakpoint, farà il punto sui film al festival, stilando con i vari ospiti la Pagella della Mostra.

Punterà l’attenzione su Venezia anche Rai Internazional, con, fra gli altri, i collegamenti dal lunedì al venerdì alle 13 all’interno di Italia news.
Anche Rainews24 ha vari appuntamenti, tra i quali il talk show alle 15:30 dalla terrazza dell’Excelsior e un approfondimento alle 22. Inoltre tutti i servizi sulla Mostra del canale all news Rai saranno trasmessi in arabo da Raimed. Restando sui canali satellitari, Sky TG24 ogni giorno proporrà nelle varie edizioni del telegiornale dirette dal Lido. La versione restaurata (da Sky e la Cineteca Nazionale) de I Mostri, proposta dalla Mostra, andrà in onda su Sky Cinema Classics e Sky Cinema HD il 2 settembre alle 21 per l’omaggio a Dino Risi. Sky Cinema Mania dedicherà il ciclo Venezia tra i leoni, (1 – 4 settembre) a Wim Wenders, presidente della Giuria di Venezia 65 e Ermanno Olmi (Leone d’oro alla carriera). Coming Soon Television, dal 27 agosto al 6 settembre incentrerà sul festival le quattro edizioni giornaliere delle News; Review, l’approfondimento sui film in concorso; Highlights, il riepilogo della giornata, i servizi dal Red Carpet e i due appuntamenti quotidiani con le interviste di Junkets.

Finestre sulla Mostra sono previste anche su RadioRai, nelle diverse edizioni del Gr, che partiranno dalla diretta della cerimonia d’apertura il 27 agosto e quella della serata dei premi il 6 settembre. Fra gli altri appuntamenti, su Radiotre, a partire dal 26 agosto, Hollywood Party, andrà in onda in diretta dal Lido tutti i giorni alle 9, e Aladino, ogni giorno dal lunedì al venerdi alle 13 proporrà incontri con cineasti emergenti. Tra i programmi di Raitalia radio, diffusi nel mondo via satellite e via internet, ci sarà un collegamento quotidiano di 30 minuti, dal lunedì al venerdì alle 15:05, e di un’ora il sabato (alle 14), nell’ambito della diretta di Taccuino Italiano. Sbarca al Lido anche Fandangowebradio, la radio e tv sul web della Fandango direatta da Johnny Palomba. Dal 27 agosto al 6 di settembre andrà in onda una versione ‘veneziana’ di Zero in condotta tutti i giorni alle 16, oltre a tre spazi quotidiani dedicati alla Mostra. (Ansa)

25/08/2008 – FondazioneItaliani.it