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mar 9 2010

Paralimpiadi: il messaggio di Adriano Celentano

Sulle note di “Io sono un uomo libero” e con l’aiuto dei disegni di Milo Manara, il grande artista ci ricorda che siamo tutti uguali e che la nostra forza sarebbe nulla se non fossimo anche deboli.

Adriano Celentano disegnato da Milo Manara

Un grande regista del calibro Rainer Fassbinder nella sua autobiografia “I film liberano la testa” scriveva che siamo liberi solo nelle limitazioni.
E Adriano Celentano, uno degli artisti più geniali, innovativi e anticonvenzionali rielabora il concetto del cineasta tedesco per ricordarci come spesso e volentieri la nostra forza nasca dalla nostra debolezza.

Nei panni di testimonial per SKY delle Paralimpiadi invenali di Vancouver, Celentano riprende il video di “Io sono un uomo libero”, piccolo gioiello del cinema d’animazione disegnato dal maestro Milo Manara.
Con lo stile imprevedibile che da sempre contraddistingue i suoi lavori, Adriano interrompe la canzone con parole semplici, prive di retorica, ma che arrivano dritte al cuore di tutti:

“Le paralimpiadi ci ricordano che siamo tutti uguali. Senza questo sentimento la vita si ferma. Ognuno di noi, aldilà di ogni forza fisica, è bello e brutto contemporaneamente, e la nostra forza sarebbe nulla se non fossimo anche deboli. Per questo noi siamo forti e vinceremo.”

VIDEO: Adriano Celentano nel video “Io sono un uomo libero”

09/03/2010 - SKY.it Mag


feb 28 2010

Sanremo, sms di Celentano a Pupo “Bravissimi, i vincitori siete voi”

Lo rivela in radio lo showman, dopo l’intervento del Molleggiato da Santoro

I messaggini al cellulare hanno finora causato divorzi, mandato gente in galera e distrutto carriere, ma non era immaginabile che potessero attentare alla reputazione di un monumento come Adriano Celentano. Freschi del successone della ripresa dei «Raccomandati» dopo il Festival (con più di 6 milioni di audience), la nuova coppia di showmen Pupo&Principe deve aver pensato che era ora di smetterla di prenderle, e che bisognava cominciare a darle: e ha divulgato un sms di Celentano che rischia ora di buttarlo giù dal piedistallo. Ai due non dev”esser piaciuto troppo che il Molleggiato, intervenendo in diretta da Santoro abbia detto, stroncando il Sanremone: «Vista la partecipazione di Filiberto, l”anno prossimo per essere ammessi non ci sarà bisogno di essere dei cantanti. Parteciperanno invece fattorini, autisti, cuochi imbianchini», per poi correggersi: «Probabilmente non ci sarà più alcun Festival». Parole che sottintendevano un chiaro giudizio negativo (peraltro vastamente condiviso) su «Italia amore mio», la canzone patriottica che nello showbusiness sta diventando peggio del caso Mills.

Dunque, lasciato a casa il tenore Canonici, la coppia ha tirato un atroce scherzetto al Molleggiato, utilizzando un”ospitata telefonica a «Ventura Football Club» su Radiouno. Alla bionda showwoman di Chivasso, Filiberto ha raccontato di un sms inviato loro da Adriano, nei momenti caldi del Festival: «La quarta sera Celentano ha mandato a Pupo un bellissimo sms dove parlava di noi come vincitori morali. Forse esiste un “Cel” e un “Tano”». A questo punto, è entrato trionfalmente Pupo con la lettura del messaggino: «Anche io come tanti ero contrario al tuo progetto di Sanremo con Filiberto. Effettivamente sulla carta era criticabile e non solo dal punto di vista professionale in quanto non tu ma Filiberto non lo si conosceva come cantante ma solo come principe. Tuttavia la vostra performance dal modo eccellente di come l”avete eseguita ieri sera ha capovolto e sconvolto ogni prevedibile schema. Siete stati bravissimi, e anche Filiberto ha cantato bene. Avete dimostrato che di fronte a una cosa giusta tutti i pregiudizi, compresi i miei, vengono spazzati via come foglie al vento. Per cui non potrete essere che voi i vincitori del Festival. Complimenti per la vittoria, Adriano Celentano».

In attesa adesso che il Re degli Ignoranti chiarisca (anche a se stesso) il suo vero pensiero, va almeno svelato che Pupo e Celentano condividono lo stesso ufficio stampa, e che sarà dunque dura mettere insieme una spiegazione organica.

«Italia amore mio» sta intanto diventando un must nell”immaginario collettivo più ridanciano. La cover di Elio&Le Storie Tese (con un verso che dice: «Se non mi votate vi spara il mio papà») ha debuttato a «Parla con me» ed è già la più cliccata su You Tube con 150 mila contatti. Anche Fiorello non ha resistito a replicare alle ambizioni di Filiberto, che vuol diventare un nuovo Fiorello, e ha rivelato di candidarsi a «principe terrone».

28/02/2010 - La Stampa


feb 27 2010

Non telefonate a Celentano, tanto è sempre occupato

Se vedete un numero di telefono sconosciuto sul display del cellulare, rispondete pure se ve la sentite ma sappiate che, con ogni probabilità, potrebbe essere Adriano Celentano. In auto esilio artistico da un po’, (è uno che sa lesinarsi e forse la crisi economica preferisce lesinarlo), il Molleggiato ha scelto la telefonata come ultima forma di spettacolo. È efficace, poco compromettente in termini di share, comodo (si può lavorare da casa) ma non sappiamo, viste le pause, se più economica. Il vezzo delle pause, potrebbe essere un aspetto da sistemare se dovesse scegliere il telefono come suo mezzo d’elezione. Ma la Mori, siamo certi, aggiusterà presto il tiro. I silenzi di giovedì sera ad Annozero hanno messo un po’ in difficoltà persino Santoro, uno che nell’arena televisiva sa starci anche quando fanno entrare le tigri, rientrare Travaglio, e, soprattutto, quando fanno uscire la par condicio. Uno che, in diretta (e a sorpresa), non prende manco le telefonate di Berlusconi. «Sì, pronto… eh però, Adriano di’ qualcosa perché noi non ti vediamo» l’ha più o meno esortato “Michele chi?” mentre tutti gli ospiti, a collo torto, erano in attesa di un’altra pillola. Beh, diciamo chicca che è meglio perché in studio c’era Morgan. Cos’abbia aggiunto il Molleggiato al tema della serata già poco chiaro, non è chiaro. Avevano iniziato a parlare del crac che ha fatto escludere l’ex Bluvertigo da Sanremo poi, giuriamo di non sapere come, sono arrivati a Berlusconi. Ma la posizione di Celentano, tra pause e frasi velocissime (è come se prendesse la rincorsa), non sapremmo riportarla. Ma il punto non è questo. Come ogni volta che si «appalesa» Celentano, peraltro. Il punto è che ci sia. E che ci sia stato… telefonando.
Qualche tempo fa aveva chiamato il Barbareschi Sciock, complice la presenza della figlia Rosalinda, e si era complimentato col conduttore. Durante il Festival ha telefonato all’ex X Factor e terzo piazzato a Sanremo, Marco Mengoni per complimentarsi della canzone e ancor più della sua voce. In quel caso la telefonata era stata privata, ma qualche minuto dopo è finita in agenzia e quindi privata ha smesso di esserlo. Giovedì, Annozero. Che strana questa maratona da Pagine Gialle di Celentano. Manco sospettavamo che avesse tanti numeri in agenda vista l’indole tutt’altro che espansiva. E se telefonando ci stesse dicendo che non vuole dirci addio? E se telefonando, Celentano ci dicesse che sta tornando? Voi nel dubbio, non rispondete.

27/02/2010 - Il Giornale


feb 26 2010

Celentano a sorpresa ad Annozero “Dopo il principe, chiudere Sanremo”

Ospite il cantante Morgan, intervento telefonico del Molleggiato
“La Rai è stata buona, ti ha solo escluso, pensavo che ti fucilassero”

“Emanuele Filiberto è la prova che non c’è bisogno di essere cantanti”

Morgan ROMA - “Dopo Emanuele Filiberto, è chiaro che per essere ammessi al Festival non c’è bisogno di essere un cantante”. E’ un intervento d’eccezione, benché telefonico, quello ospitato da Michele Santoro nella puntata di Annozero. Seconda puntata del programma senza politici in base alle regole sulla par condicio, si è parlato di Morgan, il cantante escluso da Sanremo, ospite in studio. E poco dopo le 22 è arrivata la telefonata di Adriano Celentano. Che fra affermazioni un po’ scombinate e pause (le sue, lunghissime e ben note) si è schierato dalla parte del cantante (come aveva già fatto alla vigilia del Festival) e ha enunciato la sua personale teoria sul futuro della manifestazione canora.

Vista la partecipazione, quest’anno, di Emanuele Filiberto, “l’anno prossimo ci saranno sportivi, dottori, postini. Non i tabaccai però, perché vendono le sigarette e si sa che le sigarette, come la cocaina, fanno male. Anche se non assunte in dosi eccessive, fanno venire il cancro”.

Poi ha toccato alcuni dei temi legati all’ambiente a lui tanto cari, “anche le polveri sottili - ha detto - fra le cause dell’inquinamento atmosferico fanno male. Di questo passo, l’anno prossimo al Festival non ci sarà nessuno. E sono preoccupato, perché - scherza - ho saputo da voci di corridoio che Masi e Mazza (il direttore generale Rai e il direttore artistico del Festival, ndr) stanno preparando un decreto che esclude tutti quelli che possiedono un’automobile e quelli che fumano. Via dal festival automobilisti, fumatori e termosifoni”.

Lunghe pause, complicate da gestire poiché telefoniche, “i tuoi silenzi sono straordinari - gli dice Santoro - ma senza video è dura…”. “E’ un padre psichedelico - aggiunge Morgan - perché pur non avebndo assunto droghe ha una fantasia e una mente esplosive”.

“La Rai è stata buona con Morgan - ha aggiunto Celentano - perché l’ha solo escluso dal festival, io quando ho sentito la notizie, credevo che lo fucilassero. Il fatto è che niente fa bene alla salute, allora bisogna cercare il male minore, e in questa ricerca dobbiamo unirci tutti, la politica, lo spettacolo. Voglio dire che tutti siamo colpevoli ed è giusto che Sanremo chiuda definitivamente - ha detto, fra gli applausi dello studio - perché non c’è più nessuno che ci può andare”.

Infine, una domanda ironica al conduttore: “Santoro, adesso che ci sono queste cose elettorali, tu dove vai in vacanza? Chiudi, o fai lo stesso la trasmissione? Dimmi dove vai, che ti seguo”; “Io sono sempre qui - ha replicato il giornalista - finché non mi prendono col carrello e mi portano via. Ormai sono un soprammobile…”.

26/02/2010 - La Repubblica


feb 26 2010

Morgan da Santoro difeso da Celentano

Il cantautore nega di aver fatto l’apologia della droga, ma insiste: «Però è un ottimo antidepressivo»

MILANO — Il caso Morgan approda ad «Annozero». E fa di nuovo scalpore. Nel salotto di Santoro ieri sera è andata in onda una trasmissione che ha puntato più sulla denuncia della presunta ipocrisia che ha portato all’esclusione del cantautore dal Festival dopo la sua ammissione di aver fatto uso di cocaina, più che sulla volontà di affrontare seriamente la questione droga e rock’n’roll. In apertura di programma Morgan ha dettato, per così dire, la linea: «Ho fatto una ca…ta, mi sono tirato la zappa sui piedi, ma non perché non ho fatto Sanremo, anzi questo è stato meglio: guardando il livello è stato protettivo non andarci». Al suo fianco, nel suo ormai celebre modo fatto di pause e pensieri spiazzanti, si è schierato via telefono Adriano Celentano. «Vista la partecipazione di Filiberto (il principe Savoia, ndr.), l’anno prossimo per essere ammessi non ci sarà bisogno di essere dei cantanti — ha esordito il Molleggiato — parteciperanno invece fattorini, autisti, imbianchini, cuochi». Ma anche no, si è poi corretto Celentano, perché probabilmente «non ci sarà più alcun festival di Sanremo».

Diventando infatti serio, ha sintetizzato così il senso del suo intervento: «Il problema non è Morgan, il problema è che siamo tutti colpevoli. Tabaccai, automobilisti, costruttori di caldaie, tutti noi: che produciamo, vendiamo, usiamo e consumiamo cose che fanno male. Le sigarette, le polveri sottili dell’inquinamento, fanno tutte venire il cancro ». Quindi, rivolgendosi direttamente a Morgan: «In fondo la Rai con te è stata pure buona: ti hanno solo escluso da Sanremo, io pensavo che ti volessero fucilare…». Morgan ha ringraziato Celentano definendolo un «padre psichedelico: le pause di Adriano sono molto piene. E senza bisogno di assumere droghe».

L’ex leader dei Bluvertigo aveva ribadito poco prima di non aver fatto alcuna apologia della cocaina, ma ha insistito sul concetto che aveva suscitato più polemiche: «Non ho detto che la droga fa bene e chi si azzarda a dire questo non sa leggere, è un asino di natura. Ho detto che quando ho problemi di depressione credo che sia un ottimo antidepressivo. Tavor, Valium, Lexotan sono molto nocivi, non voglio dire se più o meno della cocaina: forse chi mi ha eliminato da Sanremo ne fa uso». E ancora: «Io sono una persona libera — ha sottolineato il cantante milanese — ma ho tirato fuori argomenti su cui ora si sta facendo dibattito. Sono stato allontanato, escluso, mi è stato impedito di fare il mio lavoro. Questi sono metodi sbagliati e medievali. La verità è che il sistema ha mangiato sopra questo dibattito che io ho creato». Poi, visto che è un cantante (e pure di vaglia) ha suonato la canzone «La sera», con la quale avrebbe dovuto partecipare al festival. Un’esclusiva per Santoro.

Maurizio Pluda

26/02/2010 - Corriere della Sera


feb 23 2010

Celentano: mai autorizzato biografia su di me

“Unica autorizzata sarà quella che sta scrivendo Claudia. Forse”

Roma, 23 feb. - Adriano Celentano smentisce di aver autorizzato la biografia che sta scrivendo Bruno Perini. “Ho appreso su internet che Bruno Perini starebbe scrivendo la mia biografia da me stesso autorizzata. Smentisco nel modo più assoluto tale autorizzazione per questa o altre biografie. L’unica biografia da me autorizzata - ha dichiarato in una nota il ‘molleggiato’ - sarà quella che sta scrivendo Claudia. Forse”.

23/02/2010 - APcom


feb 22 2010

Arriva la biografia storica di Adriano Celentano

Torna sulla cresta dell’onda Adriano Celentano, l’artista che portò il rock’n roll in Italia, che negli anni Sessanta fece inferocire i contestatori con la canzone Chi non lavora non fa l’amore e negli anni Ottanta si fece processare per aver lanciato il motto La caccia è contro l’amore a pochi giorni dal referendum. La sua storia è un pezzo di storia d’Italia.

Mentre la moglie Claudia Mori ‘racconta’ in un libro la sua vita col Molleggiato, il nipote Bruno Perini, giornalista e scrittore, scrive per Mondadori la prima biografia storica del Re degli ignoranti.

22/02/2010 - Affaritaliani.it


feb 18 2010

Sanremo: a Mengoni una telefonata di complimenti di Adriano Celentano

Sanremo, 18 feb. (Adnkronos) - “Sei fortissimo, il numero uno!”. Una telefonata in tarda notte di Adriano Celentano e’ arrivata a Marco Mengoni, dopo la sua performance nella seconda serata del festival, facendo esplodere la gioia del giovane ronciglionese, gia’ vincitore di ‘X Factor’. Ai complimenti del ‘Molleggiato’ si sono aggiunti quelli via sms di Francesco Facchinetti: “Fratello questo e’ rock!!!!”, ha scritto il conduttore del talent show di Raidue.
Lo rivela il sito www.spettacolinews.it.

18/02/2010 - Adnkronos


feb 13 2010

Tv: Celentano chiama Barbareschi

ROMA, 12 FEB - Telefonata in diretta di Adriano Celentano a Luca Barbareschi ieri sera, in chiusura di Barbareschi sciock, su La7. ”Sei simpatico, eh”, ha esordito Celentano, giocando poi sulle proverbiali pause e sul ritardo audio del digitale terrestre. ”E’ simpatica la trasmissione che fai”. Poi ha ironizzato su Giordano Bruno Guerri e Pierfrancesco Favino, entrambi ospiti in studio. L’intervento di Celentano era stato a più riprese invocato nel corso della puntata.

13/02/2010 - Ansa


feb 9 2010

Quell’”Urka!” di Celentano ballando con la Ekberg

Adriano aveva diciotto anni quando un giorno il grande Fellini lo convocò a Roma per incontrarlo. Stava preparando La Dolce Vita, quando su L’Europeo vide due pagine con delle foto di un giovane cantante, sfrenato e dinoccolato, che si esibiva allo Smeraldo di Milano scatenando un putiferio tra la folla di giovani che era andata ad ascoltarlo, spaccando sedie, sfasciando automobili e bloccando il traffico. Il suo nome era Adriano Celentano. Fellini rimase così colpito da quello strano ragazzo sconosciuto che disse a qualcuno dei suoi direttori di produzione di cercarlo: lo voleva incontrare subito a Roma. Aveva deciso di scrivere per lui una scena de La Dolce Vita. Adriano prese la “valigetta” e partì per Roma. Quando incontrò Fellini rimase, per la prima e forse unica volta della sua vita, senza parole. Sapeva chi era Fellini e, proprio per questo, restò muto davanti a lui. Federico, con la sua dolce voce così particolare, lo mise subito a suo agio, spiegandogli e mimandogli la scena che avrebbe voluto che lui interpretasse nel film. Adriano ascoltava attento e quando Fellini gli disse che ci sarebbe stata anche Anita Ekberg, che avrebbe ballato e dialogato con lui, Adriano riuscì a dire solo una parola: «Urka!». La scena si girò a Caracalla. Adriano era su un palco allestito dallo scenografo del film, in mezzo ad una folla urlante di ragazzi, cantando Ready Teddy. Il complesso che lo accompagnava non era il suo ma quello scritturato dal film: I Campanino. Ad un certo punto Anita Ekberg, dopo l’esibizione canora di Adriano, gli va incontro e lo trascina con lei in un ballo. Adriano era evidentemente intimidito dalla bellissima Ekberg ma soprattutto dalla consapevolezza di essere parte di un film del grande Federico Fellini. Fellini volle quel ragazzo, “Celentano”, così diverso, uguale a nessun altro, forse perché intuì che lui era la rappresentazione di quanto la società stesse mutando. La sua Dolce Vita ci segnalò in quale società stessimo vivendo: ma la speranza di come dovesse cambiare rimase nei giovani.

CLAUDIA MORI

08/02/2010 - La Repubblica