ago
25
2010
pubblicato da andryonline
Dieci, cento, mille Celentano. Ci sono vip dello spettacolo e della politica che preferiscono non rispondere direttamente agli articoli che li riguardano. Che alzano il telefono e parlano con direttori ed editori. Adriano Celentano no: è una persona che non si nasconde dietro il silenzio e che rispetta la libertà dei giornalisti senza chiamare ai piani alti. Nel numero di sabato avevamo scritto che Vittorio Grattarola, architetto che firma tante operazioni immobiliari in Liguria, era uno degli autori dei testi del Molleggiato. Celentano e i suoi autori ci hanno chiamato direttamente, con cortesia e rispetto: “Noi non conosciamo assolutamente questo architetto. I testi, soprattutto in materia ambientale, li scrive Celentano”, hanno spiegato.
Ma come è potuto nascere l’equivoco? Abbiamo ricostruito ogni passaggio. Come di consueto avevamo fatto tutte le verifiche del caso. Avevamo, inutilmente, cercato di parlare con l’architetto. Vittorio Grattarola compariva effettivamente nei titoli di coda del programma Rock Politik come uno degli autori. Insomma, il telespettatore e il cronista erano tratti in errore, tanto che la notizia era già stata riportata altrove. E però è vero che l’architetto non ha scritto i testi di Celentano, ma soltanto quelli di Maurizio Crozza che era ospite fisso della trasmissione. Insomma, un equivoco di cui nessuno ha colpa, come hanno riconosciuto anche i collaboratori di Celentano. Così domenica abbiamo pubblicato una precisazione. E però non ci basta. E’ giusto che Adriano Celentano, che da decenni si batte con coerenza per la tutela dell’ambiente, non sia vittima di inesattezze proprio in questa materia. Celentano, è giusto che sappiano i nostri lettori, è sempre quello che si batte contro gli alberi di trenta piani e contro le speculazioni edilizie. Una volta tanto siamo contenti di essere stati smentiti.
25/08/2010 – Il Fatto Quotidiano
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ago
20
2010
pubblicato da molleggiato
Celentano: Il Pgt? Non mi aspetto di trovarci un granché
MILANO- Il Pgt? «Non l’ho ancora letto, ma lo studierò bene». Una promessa o una minaccia non è dato sapere. Ma il tono di voce è di quelli che fanno presagire critiche in agguato per l’amministrazione. Adriano Celentano però, prima di continuare, spiega, quasi stupito, che a Milano non è tutto brutto. Anzi. C’è una parte della città che ha scoperto da poco: il Parco Sempione. «Non ci andavo da anni, ed è veramente bellissimo. Curato. Non me lo aspettavo di ritrovarlo così cambiato. L’ultima volta che ci sono andato era molto diverso». Come può esserlo il volto di una città durante la pausa estiva.
Quello del cantante è, in parte, un agosto milanese. Almeno per questa settimana a cavallo di Ferragosto. All’ombra della Madonnina si divide tra camminate e tempo da dedicare alla famiglia. Intanto guarda, osserva. E si prepara a settembre. Magari anche a nuove battaglie. E magari a quella a lui più cara: l’ambiente, da tutelare contro «i cementificatori». Quello che bisognerebbe fosse più nel cuore dei cittadini. Quindi il Piano di Governo del Territorio (adottato il 14 luglio scorso dal consiglio comunale) sarà vagliato, analizzato dai cittadini che potranno presentare osservazioni. E anche da lui. Celentano, però, rimane scettico: «Non mi aspetto di trovarci un granché se non nuovi palazzi, grattacieli, costruzioni». Il piano prevede anche parchi, giardini. Insomma, nuovo verde. «Quale? Verticale o orizzontale», scherza per un attimo. Poi torna subito serio: «Può anche essere. Ma è diventato solo un abbaglio. Un pretesto. Dicono di piantare alberi da qualche parte e intanto costruiscono in un’altra area». Già nel 2008 aveva descritto Formigoni e la Moratti tra i tanti «genitori del Frankenstein dell’edilizia». Critiche spesso urlate dalle colonne dei giornali, per difendere angoli «unici» come lo è il Parco Sud. Ma non è finita qui. Perché «l’operazione è sempre la stessa: mettono in banca i metri cubi equivalenti dell’area da costruire. Poi quando c’è l’occasione tirano fuori e li usano da qualche altra parte». Una cosa vuole sottolineare. Quasi a difendere la città. «Oramai è così dovunque. In tutto il mondo sembra ci sia questa necessità di allargarsi».
Insomma, Milano non è la sola ad avere bisogno di una nuova «sensibilità ambientale». E il pensiero corre già alla politica e alle Comunali. «Io candidato sindaco? Era una battuta di Mario Capanna». Già, però è dal 13 maggio (data di presentazione del libro del politico in cui si è ventilata questa ipotesi), che in molti ci sperano. Gruppi su Facebook e sui social network. Risposte di politici più o meno possibiliste. Celentano sorride. Chi gli è vicino dice che a furia di raccontarla questa storia, potrebbe candidarsi davvero. Lui, però, scuote la testa. Nega. Non lascia spazio al dibattito. «Sarebbe troppo complicato. Non ho il carattere giusto. Se fossi eletto, la prima cosa che farei è distruggere i tre quarti dei grattacieli costruiti negli ultimi anni». Quindi, per adesso, si ritaglierà solo del tempo per leggere «bene» il Pgt, perché «ne so ancora troppo poco».
Benedetta Argentieri
20/08/2010 – Corriere della Sera
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ago
8
2010
pubblicato da molleggiato
Nausea, vomito e mal di stomaco. Con questi sintomi si è presentato ieri pomeriggio al Pronto Soccorso dell’ospedale di Sanremo. Nulla di che, per fortuna, ma il paziente non era uno sconosciuto. Si trattava infatti di Adriano Celentano, il ‘supermolleggiato’ che, come sempre in estate, trascorre le sue vacanze nella vicina Bordighera, dove ha una villa.
Accompagnato dalla immancabile moglie, Claudia Mori, Celentano è stato visitato dai medici del pronto soccorso matuziano, che gli hanno prescritto qualche medicina. Celentano è stato dimesso poco dopo ed è rientrato a Bordighera. Il noto cantante, nei mesi scorsi, era salito agli albori della cronaca anche nella città dei fiori per il ‘caso’ con il fotografo Pepè.
08/08/2010 – sanremonews.it
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